venerdì 21 ottobre 2011
Class News Msnbc
Giovedì 27 ottobre alle ore 9.45 la Dr.ssa Veronesi sarà ospite su Class News Msnbc (canale 27 del digitale terrestre).
In Italia e nel mondo la popolarità della procedure estetiche minimamente invasive continua a crescere. I prodotti iniettabili conosciuti come filler dermici sono utilizzati per migliorare l’aspetto dell’invecchiamento cutaneo e della pelle fotodanneggiata, ripristinando la perdita di volume e riempiendo le rughe. Un recente studio clinico ha fatto luce su come l’acido ialuronico cross-linkato, CL-HA, un filler dermico ampiamente utilizzato, possa esercitare un ulteriore effetto di tipo biochimico in aggiunta al riempimento dei tessuti.
Al sessantottesimo congresso annuale dell’American Academy of Dermatology sono stati presentati i risultati di uno studio che dimostra come il CL-HA stimola la riparazione del collagene nella pelle. Queste proprietà dell’acido ialuronico cross-linkato si aggiungono ai benefici clinici già conosciuti di questo tipo di filler.
Il termine invecchiamento cutaneo si riferisce a due tipologie comuni di invecchiamento: l’invecchiamento naturale o cronologico e il fotoinvecchiamento. L’invecchiamento naturale è caratterizzato da fini rugosità, lassità cutanea e colore uniforme della pelle fotoesposta e fotoprotetta. Il fotoinvecchiamento si riferisce invece ad un accelerato invecchiamento cutaneo dovuto agli effetti dell’esposizione solare. Nel fotoinvecchiamento sono comuni rughe profonde, lassità cutanea, rossore e una variabile alterazione del colore della pelle fotoesposta. In entrambi i tipi di invecchiamento cutaneo, un esame del tessuto rivela che il collagene, la principale proteina strutturale della pelle, è frammentato e ridotto. In aggiunta, le cellule che producono il collagene (fibroblasti) si trovano in uno stato “collassato”, che indica che non stanno producendo collagene in modo ottimale ed efficiente.
Dal punto di vista clinico, i filler dermici lavorano ripristinando la perdita di volume e attenuando le rughe nell’invecchiamento e nella pelle fotodanneggiata e ciò permette di osservare un miglioramento immediato dopo il trattamento. Questo studio biochimico però dimostra come l’acido ialuronico cross-linkato lavora a livello molecolare dopo il trattamento per ottenere un ulteriore miglioramento clinico.
L’acido ialuronico è naturalmente presente nei tessuti ed è uno dei maggiori componenti del derma, lo strato cutaneo profondo. Tuttavia, quando viene usato come filler dermico, deve essere stabilizzato (con una tecnica conosciuta come cross-linking) o scompare rapidamente dalla pelle.
Lo studio, pubblicato su Archives of Dermatology, dimostra che alcuni cambiamenti a livello molecolare avvengono nella pelle trattata con acido ialuronico. Ad un’analisi al microscopio elettronico a 4 e 13 settimane dal trattamento, è stato dimostrato un incremento del collagene di tipo I (una proteina strutturale primaria del derma, che diminuisce con l’invecchiamento). In aggiunta, i fibroblasti sono stati osservati a 4 e 13 settimane dopo il trattamento in una configurazione “allungata” che è correlata con un’incrementata produzione di collagene.
Questo studio dimostra che il miglioramento clinico dopo il trattamento con acido ialuronico cross-linkato non è dovuto solo alla funzione di ripristino della perdita di volume e di riempimento delle rughe ma anche a una stimolazione protratta nel tempo che permette di ottenere un ulteriore miglioramento del tessuto trattato a distanza di tempo.
|
|
| ||
PRIMA |
DOPO 1 SETTIMANA |
DOPO 2 MESI |